Questo è il primo kdrama di cui vi parliamo in anteprima e non potevano non farlo per “The King: Eternal Monarch”.

Titolo: The King: Eternal Monarch 

Introduzione: Un drama coreano carico di aspettative, andato in onda sul canale SBS da aprile a giugno 2020, che verrà successivamente trasmesso da Netflix a partire dal 18 giugno 2020. Lo sceneggiato è stato scritto – nientepopodimeno che – da Kim Eun-sook, autrice di rinomati drama come: Secret Garden (2010), Heirs (2013), Descendants of the Sun (2016), Goblin (2016), Mr. Sunshine (2018); conta alla regia Studio Dragon, famosa casa produttrice cinematografica per aver realizzato altrettanti capolavori. Inoltre è il primo kdrama di Lee Min-ho dopo il servizio militare (2017-2019) e il ritorno in scena di Kim Go-eun dopo il famoso “Goblin”. The King: eternal monarch è uno sceneggiato che conta un altissimo budget e circa sette mesi di riprese divise tra Seoul, Busan, Daegu e Hanam City nella provincia di Gyeonggi.

Genere: fantasy, romance.

Cast: Lee Min-ho, Kim Go-eun, Woo Do-hwan, Kim Kyung-nam, Jung Eun-chae, Lee Jung-jin.

Trama © Kdrama Italia: Nell’anno 2020, due universi paralleli coesistono uno di fianco all’altro: il Regno di Corea, e la Repubblica di Corea, due paesi identici, nonché uno lo specchio dell’altro. Persino le persone sono le stesse anche se vivono vite diverse, e l’unica differenza che li distingue è il governo fatto nel primo caso da una monarchia guidata da Lee Gon, mentre nel secondo da un governo democratico. Lee Gon, altri non è che un giovane sovrano che sin da bambino ha dovuto farsi carico di un regno e del suo fardello a causa dell’assassinio di suo padre, avvenuto per mano dello zio Lee Lim, bramoso di potere e di un oggetto magico capace di forgiare lo spazio e il tempo. Durante la congiura però, Lee Lim non riesce ad uccidere suo nipote, il piccolo Gon, che dopo aver spezzato l’oggetto magico a metà, viene salvato da una figura misteriosa che gli lascerà un unico oggetto: un tesserino della polizia di Seoul, datato venti anni dopo e appartenente a Jung Tae-eul, una giovane donna. Gon crescerà così con l’idea di scoprire chi è quella ragazza misteriosa e riuscirà nell’impresa soltanto nel 2019, venti anni dopo la congiura, quando ormai è un re affermato e deciso. Dopo diversi studi, capisce che la metà dell’oggetto magico in suo possesso è capace di aprire un portale che conduce in un mondo parallelo, la cosiddetta Repubblica di Corea dove, incontrerà Jung Tae-eul, una giovane donna che grazie alla sua tenacia è diventata un detective scrupoloso. Così in seguito diversi screzi, e prove, Tae- eul si innamorerà del re e scoprirà dell’esistenza del Regno di Corea, decidendo così di aiutare Lee Gon nella cattura dello zio che durante gli anni ha intrecciato le vite degli abitanti di entrambi i mondi, usandoli come pedine e lasciandosi dietro una scia di sangue infinita. 

Episodi: 16

Dove vederlo – link streaming: Netflix – dal 18/06/2020.


Secondo Gina – la fangirl: Ho aspettato per anni il ritorno sul piccolo schermo di Lee MinHo, il mio primo amore coreano (è grazie ai suoi drama che sono entrata in questo meraviglioso tunnel!) e non poteva che non tornare con il botto! “The King: Eternal Monarch” è uno di quei drama che non può piacere a tutti ma se piace piace un casino; è un fantasy che io definisco “di pancia” perché ha una forte componente emotiva, come lo è stato “Goblin”. Ho amato, ovviamente, il protagonista e la partner Kim Go-eun che mi ha stupita vista la grande crescita di attrice da quando la vidi per la prima volta in un kdrama (“Goblin”, sempre lui). Ho adorato il doppio ruolo interpretato da ogni attore, le ambientazioni e le OST, una più bella dell’altra. Il confronto con “Goblin”, per chi ha visto abbastanza kdrama, viene da farlo e forse io, in confronto alle altre mie 2 colleghe, sarò la voce fuori dal coro perché sì questo kdrama è bellissimo e avrà il voto massimo, ma non è entrato nella mia lista degli “epici”.

Punti di forza: La bravura degli attori, sia principali che secondari; l’intesa in ogni coppia, che sia sentimentale o di amicizia; il villain, perfetto nel suo ruolo; i dialoghi, l’originalità… Lee MinHo!

Punti deboli: Nessuno!

Voto Lead Couple: Lee Gon e Jung Tae-eul, 10. Trovatemi un’attrice che non abbia un’intesa particolare con MinHo: nessuna, l’avrei pure io! Loro due insieme sono pazzeschi!

Voto Second Lead couple: Dato che l’intero drama si focalizza sulla storia d’amore epica tra i due Lead principali, voglio dare un 10 pieno a Woo Do Hwan che ha interpretato due personaggi diametralmente opposti, ma assolutamente indimenticabili, Jo Eun-seob & Jo Young.

Colonna sonora – OST preferita: Tutte, ma soprattutto “Orbit” di Hwa Sae & “Gravity” di Kim Jong Wan — per ascoltare queste due canzoni, ma anche tutte le altre, le trovate postate da Marika 🙂

Voto complessivo: 10

Secondo Angie – la profiler romantica: quando un drama è talmente bello come nel caso di “The king: eternal monarch”, parlarne diventa quasi più difficile di quando si ha a che fare con un drama che non è piaciuto affatto. “The king” ha tutto quello che dovrebbe avere un kdrama per appropriarsi di diritto della definizione EPICO. Epica è la struttura del drama, lo screenplay, l’interpretazione dei personaggi, la qualità attoriale, l’intreccio che si alterna fra salti spazio temporali non indifferenti, senza mai confondere lo spettatore. Inevitabile è il confronto con “Goblin”, ma pur rimanendo sullo stesso filone, “The King”, secondo me, ha una marcia in più, soprattutto per quanto riguarda l’intreccio della trama. La storia è molto più complessa e articolata e per quanto “Goblin” mi sia piaciuto, questo è un dato di fatto. 

Punti di forza: come ho già ampiamente spiegato, l’intreccio. Il punto di forza maggiore del drama è proprio il modo in cui la scrittrice ha articolato la storia senza cadere mai nella trappola dei buchi narrativi e in un drama basato sui salti spazio temporali, il pericolo è dietro l’angolo.

Punti deboli: Assolutamente nessuno.

Voto Lead Couple: 10. Insuperabili. Chimica pazzesca. Interpretazione di entrambi ancora più pazzesca. La storia d’amore non viene mai messa in secondo piano, anzi, sembra inserirsi alla perfezione nell’intreccio.

Voto Second Lead couple: Il voto sarebbe da dare a lui,  Kang Shin-jae, il collega poliziotto per intenderci, perché non c’è una vera seconda coppia, dato che il sentimento, come spesso accade in molti drama, è a senso unico, per cui fate conto che questo sia voto come second lead. Anzi, ai second lead, perché ne abbiamo due di grande caratura. Il collega di lei e la guardia del corpo di lui. Entrambi superlativi, forse una nota di merito in più a Woo Do Hwan per la magistrale interpretazione di due caratteri completamente diversi.

Colonna sonora – OST preferita: Tutte! Vedesi pov Marika.

Voto: 10 e lode con bacio accademico… sulla bocca a Lee MinHo! 😉

Secondo Marika – la drama finder: A mio parere è un drama stratosferico che batte senza ombra di dubbio il pluripremiato Goblin. In questo sceneggiato, tutto è studiato sin nel dettaglio: dalle ambientazioni reali a quelle fantastiche-fittizie; al doppio ruolo interpretato dagli attori per rappresentare personaggi di entrambi i mondi e di conseguenza loro alter ego; all’epicità delle scene che mettono in risalto la forza dei protagonisti; alla storia d’amore sentita e agognata; alla chimica fortissima non solo per la coppia principale, ma anche per i second lead e per le figure di contorno. Tutto poi è accompagnato da ost magnifiche e struggenti e dalla recitazione di attori espressivi. Non da meno poi, è la famosa bromance tra Lee Min-ho e Woo Do-hwan che nel drama interpreta la famigerata guardia del corpo del re. 

Punti di forza: Tutto. In questo drama è davvero difficile non apprezzare ogni singolo dettaglio, e la bravura degli attori. La loro intensità inoltre, armonizza ed equilibra il drama tra scene ilari e scene difficili. E da non dimenticare, la presenza di Lee Min-ho che ha una potenza visiva eccezionale e una presenza scenica senza precedenti e personalmente penso che questo sia il drama più bello della sua carriera.

Punti deboli: Nessuno. Dire che il drama ha difetti è come dire che il sole e la luna sono inutili.

Voto Lead Couple: 10 e lode per Lee Gon e Jung Tae-eul a cui bastano semplici sguardi per far emozionare. La loro chimica è fortissima e tangibile e la loro storia d’amore così intensa che anche se i protagonisti si trovano in scene separate, i sentimenti sono presentissimi.

Voto Second Lead couple: 9 per Kang Shin-jae e Jung Tae-eul, anche se è un voto dato più al forte legame d’amicizia che li lega, che alla probabile storia d’amore visto che è un sentimento a senso unico e le coppie secondarie sono marginali. 

Colonna sonora – OST preferita: Tante, direi tutte 🙂

Orbit di Hwa Sa

Gravity di Kim Jong Wan

Maze di Yongzoo

Please don’t cry di Davichi 

Heart Break di Gaeko e Kim Na-young

My love di Gummy

Voto complessivo: 10 e lode.

Curiosità: La foresta di Bamboo che compare all’interno del drama è la stessa ambientazione comparsa anche nei drama storici: “Moon Lovers: Scarlet Heart Ryeo”, “100 Days My Prince” & “Ruler: Master of the Mask”. Precisamente si trova a Busan ed è la Ahopsan Bamboo forest. 

Una delle ost è cantata dalla famosa idol Gummy, moglie di Jo Jong-suk, uno dei lead del drama “Hospital Playlist”. 

Lo sceneggiato, ha subito diverse critiche a causa di alcune somiglianze di diversi scenari del drama con architetture giapponesi, proprio durante il periodo di controversie tra Corea e Giappone. 

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Credits immagini: Google

Credits video: YoutubeNetflix Asia