Hymn of Death | SBS – Netflix (2018)

Hymn of Death | SBS – Netflix (2018)

07/05/2020 0 Di kdramaitalia

Titolo: Hymn of Death 

Introduzione: Mini drama basato su una storia vera avente per protagonisti due grandi figure della cultura coreana, durante il periodo di occupazione giapponese. Andato in onda sul canale Sbs tra novembre e dicembre 2018, è stato successivamente acquistato da Netflix (anche Italia) per il grande successo riscosso in patria. 

Genere: drammatico, biografico, romantico.

Cast: Lee Jong-suk, Shin Hye-sun.

Trama © Kdrama Italia: Anni ’20, Tokyo: qui vivono e studiano due giovani coreani che, in seguito all’occupazione giapponese della Corea, arrivano nella città nipponica per diventare un drammaturgo ed una soprano. Grazie ad amici in comune e ad una piece teatrale da mettere in scena, Kim Woo-jin, uomo silenzioso e distaccato, incontra Yun Sim-deok, una ragazza con una voce potente ed un carattere indomito. I due, giorno dopo giorno, lavorando fianco a fianco, creano un’opera che farà il giro delle più grandi città coreane, riscuotendo grandissimo successo. L’unica incognita imprevista è l’amore che nascerà tra i due, nonostante lui sia incastrato in un matrimonio combinato non voluto, e un padre soffocante; mentre lei ha sulle spalle il peso dell’educazione e del futuro dei fratelli minori. Il loro amore sarà così sentito e agognato da spingerli ad un atto estremo. 

Episodi: 3 (da un’ora ciascuno)

Dove vederlo – link streaming: Netflix


Secondo Gina – la fangirl: Il drama scorre velocemente e l’ho trovato molto poetico, anche grazie all’interpretazione di Lee Jong-suk che ha sempre un modo di recitare molto suggestivo. Ha avuto, però, qualche buco narrativo e per questo la dinamica che porta alla tragica conclusione non è molto chiara, se non si conosce per bene la vera storia.
Resta comunque una miniserie molto bella e toccante.

Punti di forza: Lee Jong-suk. La sua intepretazione è talmente struggente che non puoi non entrare in empatia con lui. Adoro il suo modo di recitare sempre così mirato e delicato.

Punti deboli: essendo una miniserie gli avvinementi sono molto veloci, per questo ho trovato qualche buco narrativo.

Voto Lead Couple: Lee Woo-Jin e Yun Sim-Deok, 8,5. Molto belli e carismatici insieme. ForseLee Jong-suk molto più bravo rispetto alla partner che non è tra le mie attrici preferita (opinione super personale).

Voto Second Lead couple: Lee Woo-Jin e Jung Chum-Hyo. Bah, non pervenuto. Lei davvero fastidiosa.

Colonna sonora – OST preferita: “Falling in love” di HYNN.

Voto complessivo: 8

Secondo Marika – la drama finder: Personalmente ho amato questo drama e avrei voluto cambiare una storia impossibile da cambiare. Tutto è basato su dei fatti veri, ed è talmente fedele alla storia originale e girato magistralmente, che verrete ipnotizzati dalle ambientazioni, dai costumi, e dal sentimento comune coreano di essere liberi dall’oppressione straniera. 

Punti di forza: Lee Jong-suk e Shin Hye-sun, portano in scena le storie dei lead principali in modo eccelso. Lui riesce a rendere giustizia al dolore del suo alter ego, e ai suoi desideri più nascosti. Da lei invece, traspare quella voglia intramontabile di libertà, di una vita diversa e senza responsabilità gravose. 

Punti deboli: una piccola pecca può essere il fatto che ad alcune scelte bisogna arrivarci per logica, soprattutto per chi non conosce la storia originale. 

Voto Lead Couple: 9 per la coppia Lee Woo-jin/Yun Sim-deok. La loro storia è talmente agognata e sentita che riuscirete ad immedesimarvi nel loro dolore e nella loro speranza. 

Voto Second Lead couple: 4 per quella formata da Lee Woo- jin e la moglie Jung Chum-hyo. Motivo? Il personaggio di lei è odioso e mosso soltanto da arrivismo. 

Colonna sonora – OST preferita: “Stay with me” di Song Ha-ye.

Voto complessivo: 9

Curiosità – by Marika: Dopo aver visto il kdrama per la prima volta, rimasi colpita dalla storia di questi due personaggi realmente esistiti. Non trovando molte notizie nel web, l’unica fonte attendibile rimanevano gli articoli che avrei potuto reperire nella mia università. Detto, fatto. Attraverso queste ricerche ho scoperto che la causa di una tragica fine di entrambi e la scelta di suicidarsi era dovuta al fatto di non potersi amare liberamente e non poter scappare in altre nazioni poiché il dominio giapponese si estendeva oltre l’immaginabile, ed essendo loro due figure pubbliche, non avevano molte scelte. Lui era perseguitato dal padre e dall’eredità familiare; lei dal governo locale che voleva avere l’esclusiva su di lei e sulla sua arte. Il nome “Hymn of death” anche noto come “Praise of death”, è dovuto all’ultima canzone che la soprano Yun Sim-deok scrisse prima di morire. Canzone divenuta famosissima in tutto il mondo dopo la sua morte. 

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Credits immagini: Google

Credits video: Youtube – Netflix Asia